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Sono ancora in ospedale.
Non ho freddo.
Non ho fame.
Son piombato giù dal letto, con quel tale in sala d'aspetto.
Tu sapessi che pretese inventare cose liete, per signori arrugginiti, e che portan bei vestiti.
Quasi sempre, è risaputo, che li affronto a muso duro.
Alla fine perdo il treno, che riporta al tuo portone.
E non posso farci niente, se a quest'ora stai aspettando ancor la cena;
forse, anche, a lume di candela.
Molti sono solo stanchi.
Altri invece sono morti. E di una strana malattia.
Che sia solo pura follia?
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